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Farmaci per il DOC, terapia integrata e TMS - Dr Gaspare Costa

Dr Gaspare Costa
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Farmaci per il DOC, terapia integrata e TMS
Quando servono gli psicofarmaci e come si affiancano alla psicoterapia
I farmaci nella cura del DOC: cosa sapere

Il disturbo ossessivo compulsivo si può curare. Le linee guida internazionali indicano come trattamento psicologico di prima scelta la terapia cognitivo-comportamentale, che ha il suo cuore nell’esposizione con prevenzione della risposta. Ma non è l’unica strada. In molti casi anche i farmaci per il DOC hanno un ruolo importante. Per alcune persone fanno la differenza tra riuscire a fare la psicoterapia e non riuscirci.

Intorno agli psicofarmaci, però, girano molte paure e poche informazioni chiare. In questa pagina vediamo quando conviene affiancare una terapia farmacologica, quali farmaci si usano, perché nel DOC servono più pazienza e spesso dosi più alte, e che cosa sappiamo oggi della stimolazione magnetica transcranica (TMS), una delle possibilità più recenti.

Una precisazione importante. La prescrizione e la gestione dei farmaci sono di esclusiva competenza medica: spettano allo psichiatra o al medico curante. Lo psicologo e lo psicoterapeuta non prescrivono farmaci. Le informazioni di questa pagina hanno solo scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo una visita medica. Nessun farmaco va iniziato, modificato o sospeso senza il parere del medico.
Terapia integrata: psicoterapia e farmaci insieme

Molto spesso il DOC non si presenta da solo. Nella maggior parte delle persone che ne soffrono, nel corso della vita compare anche un altro disturbo: una depressione, un disturbo d’ansia, a volte un disturbo di personalità. La psicoterapia funziona lo stesso, ma il percorso diventa più complesso e bisogna tenere conto di tutto il quadro, non solo del DOC.

Anche per questo, in molti casi la scelta migliore è una terapia integrata: psicoterapia cognitivo-comportamentale e farmaci insieme, con lo psicoterapeuta e lo psichiatra che lavorano in sinergia, ognuno nel proprio ambito. Nel mio lavoro collaboro con psichiatri proprio per questo.

Le linee guida consigliano la terapia integrata soprattutto in tre situazioni:

  • quando il DOC è grave o in una fase molto acuta;
  • quando c’è anche una depressione importante o un disturbo d’ansia;
  • quando un primo trattamento ha funzionato solo in parte.

In questi casi il farmaco può abbassare i sintomi quanto basta per rendere possibile il lavoro in psicoterapia. Valutare se serve è compito dello psichiatra. La decisione finale, però, resta sempre del paziente: c’è chi sceglie di affiancare i farmaci alla psicoterapia e chi preferisce di no.
Farmaci per il DOC: gli SSRI e la paura di prenderli

Nel DOC i farmaci più usati sono gli SSRI, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Rispetto alla depressione, nel disturbo ossessivo compulsivo richiedono spesso dosi più alte e più tempo prima di capire se funzionano. Saperlo aiuta a non interromperli troppo presto, magari dopo poche settimane, pensando che non servano. La scelta del farmaco, la dose e la durata sono decisioni che spettano solo allo psichiatra, che le adatta alla singola persona. Per questo nessun farmaco va iniziato, cambiato o sospeso di propria iniziativa.

Molte persone con DOC sono perplesse o restie di fronte agli psicofarmaci. C’è chi ha avuto esperienze difficili in passato e chi teme effetti collaterali come l’aumento di peso o le difficoltà sessuali: sono preoccupazioni legittime. Altri hanno paura di perdere il controllo, di cambiare personalità o di diventarne dipendenti, oppure pensano che aver bisogno di un farmaco significhi che in loro c’è qualcosa che non va.

A volte il DOC entra anche in questi timori, con un dubbio più sottile: «E se il farmaco mi togliesse il DOC, e senza il DOC scoprissi che non lo amo davvero?». Per qualcuno il dubbio sembra quasi più sopportabile: meglio continuare a pens
Stimolazione magnetica transcranica (TMS) e DOC

Negli ultimi anni si è aggiunta un’altra possibilità: la stimolazione magnetica transcranica, indicata con la sigla TMS. Si applica dall’esterno un campo magnetico, senza anestesia e senza interventi chirurgici, per stimolare alcune aree del cervello coinvolte nel disturbo ossessivo compulsivo, come la corteccia prefrontale e il cingolo anteriore. Di queste aree parliamo nella pagina DOC e cervello.

Nel 2018, negli Stati Uniti, è stata autorizzata per il DOC una versione della TMS capace di raggiungere aree più profonde del cervello. Gli studi successivi hanno dato risultati incoraggianti, anche se non ancora uniformi. In alcuni centri viene usata soprattutto quando i trattamenti tradizionali non hanno dato benefici sufficienti, e può affiancare la psicoterapia.

È una terapia promettente. Come i farmaci, però, è un trattamento medico: l’indicazione e la gestione spettano allo psichiatra e ai centri specializzati che la praticano.
Psichiatra o psicoterapeuta: a chi rivolgersi

Chi soffre di DOC spesso si chiede se debba andare dallo psicologo o dallo psichiatra. I ruoli sono diversi:

  • lo psichiatra è un medico: fa la diagnosi e, quando serve, prescrive e segue la terapia farmacologica;
  • lo psicologo si occupa di valutazione e sostegno psicologico, ma non prescrive farmaci;
  • lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che, dopo una specializzazione di almeno quattro anni, è abilitato per legge a fare psicoterapia.

Nella terapia integrata psichiatra e psicoterapeuta lavorano insieme, ognuno nel proprio campo.

Per il DOC, poi, serve un terapeuta che conosca bene questo disturbo. Lo si può chiedere apertamente, già alla prima telefonata: come lavora con il DOC, se usa la terapia ERP, quanta esperienza ha con le forme in cui le compulsioni mentali sono le principali, e se collabora con uno psichiatra quando serve.
Per una visione completa del percorso di cura, legga anche la cura del DOC.
Il libro: la cura del DOC, passo dopo passo

I farmaci e la TMS sono solo una parte del percorso. Nel libro Oltre ogni irragionevole dubbio la quarta parte è dedicata interamente alla cura. Spiega come la comprensione del DOC diventa esperienza, come si distingue una prudenza ragionevole dalla richiesta ossessiva di certezza, come funzionano l’esposizione, l’ACT e la mindfulness, e quando può servire una terapia integrata.
Accanto alla cura, il libro descrive dodici forme di DOC viste da dentro, comprese quelle di cui si parla meno, per aiutare chi ne soffre a riconoscersi e a capire che cosa sta succedendo nella propria mente.
Dr Gaspare Costa – Psicologo e Psicoterapeuta
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Ordine degli Psicologi della Toscana n. 5040 | P. IVA 01206950451
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Reg. Toscana n. 5040
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© 2026 Dr Gaspare Costa – Tutti i diritti riservati
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