La Paura di Impazzire nel Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) - Ecco come Guarire - Dr Gaspare Costa - 340/7852422 - Psicologo e Psicoterapeuta

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Tipologie di DOC
La Paura di Impazzire nel Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) - Ecco come Guarire

03/06/2017
A cura del Dr Gaspare Costa

La paura di impazzire rappresenta una delle maggiori preoccupazione che affligge gli individui che manifestano i sintomi del  Disturbo Ossessivo Compulsivo ( DOC), questo timore è facilmente comprensibile se si pensa che la peculiarità del DOC è quella di "assediare" la mente del soggetto con contenuti (pensieri, immagini, impulsi) bizzarri, strani, irrazionali  in grado di innescare  intense emozioni sgradevoli (ansia, disgusto, colpa)  che vengono alleviate, almeno temporaneamente, con comportamenti (compulsioni) o rituali mentali altrettanto bizzarri, assurdi o esagerati.

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I sintomi principali del Disturbo Ossessivo Compulsivo, ovvero le ossessioni e le compulsioni, presentano alcune caratteristiche peculiari che contribuiscono a far ritenere, all'individuo che le subisce,  di essere in procinto di impazzire o di perdere il controllo; una di queste caratteristiche è  rappresentata dalla natura ego-distonica delle ossessioni, in altre parole i contenuti del DOC (pensieri, immagini, impulsi) sono percepiti come lontanissimi rispetto ai valori etico morali, o aspetti dell'identità,  in cui il soggetto si riconosce.

I contenuti ossessivi che possono far temere all'individuo che sta per impazzire o diventare schizofrenico sono praticamente infiniti e possono riguardare tutte le tipologie con cui il Disturbo Ossessivo Compulsivo si manifesta, in questa sede, prima di chiarire alcuni meccanismi cognitivi che fanno temere all'individuo  di poter perdere il controllo  e sprofondare nella follia e suggerire le strategie più efficace per guarire,  descriveremo  una tipologia di DOC in cui questo timore  si  presenta in maniera drammatica.

Il DOC Aggressivo e la paura di impazzire

La paura di impazzire in seguito alla manifestazione dei sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo appare evidente nel DOC Aggressivo dove l'individuo è assediato da contenuti mentali ossessivi  la  cui natura violenta gli fa temere di poter far del male a qualcuno ( figli, partner, amici, sconosciuti)  o a se stesso, ad esempio la persona  può temere di perdere il controllo della propria mente e  lanciarsi sotto un treno in corsa. Questa tipologia di DOC spesso si accompagna, oltre ai pensieri aggressivi, alla presenza di immagini violente e, sopratutto, di impulsi aggressivi  che gli fanno temere di poter agire  l'aggressività.

Considerando che molto spesso gli individui con questa forma di DOC sono estremamente miti, le classiche persone che non farebbero male neanche ad una mosca, possiamo immaginare,  come la presenza di queste ossessioni, possa far loro pensare che stanno diventando pazzi. Il Caso di Andrea. Andrea è un libero professionista di 28 anni, single, da tutti è ritenuto un ragazzo mite, tranquillo, sempre disponibile con tutti, da anni è impegnato nell'attività di volontariato.  

Andrea, fin da bambino, ha sempre manifestato piccole manie come quella di controllare l'interruttore per assicurarsi di aver spento la luce o il ricorso a formule scaramantiche  in grado di proteggere se stesso e i propri cari da disgrazie o eventi avversi. Queste fissazioni, probabilmente dovute alla presenza di un Disturbo Ossessivo Compulsivo lieve e transitorio non gli hanno procurato  particolari problemi, certo a volte si sentiva un po' matto e desiderava guarire ma nulla  di simile  a quello che gli sta succedendo da circa sei mesi quando, dopo aver appreso del suicidio di un conoscente lanciatosi da un palazzo, viene ossessionato dal pensiero di poterlo emulare  o di spingere qualcuno nel vuoto.

Tutto comincia una sera in cui Andrea e altri amici erano stati invitati per un aperitivo nella terrazza di un collega che festeggiava una promozione, all’improvviso, mentre era affacciato al balcone fu assalito da un pensiero strano che lo sconvolse (“E se mi buttassi di sotto…..Saranno al meno 10 metri…sicuramente morirei”) fino al punto da rovinargli la festa e farlo sprofondare nell’angoscia. Tornato a casa Andrea prova a rassicurarsi dicendosi, tra se e se, che è solo un pensiero e che lui non ha nessuna intenzione di suicidarsi, anzi, è letteralmente innamorato dalla vita ed convinto di guarire da solo.

Qualche giorno dopo, mentre per lavoro sta riparando una parabola collocata su una terrazza, Andrea  viene assediato da un pensiero ancora più drammatico e sconvolgente (“E se  perdessi il controllo della mia volontà e mi lanciassi nel vuoto?”) che lo turba cosi tanto  fino al punto di sospendere il lavoro e ritornare a casa. Nei giorni successivi l'ossessione di lanciarsi nel vuoto si fa sempre più frequente, oltre ai pensieri Andrea è sopraffatto da immagini (si vede mentre precipita al suolo e si sfracella) e impulsi  associati ad angoscia e alla paura che sta per impazzire.

La convinzione che sta per diventare matto si acuisce quando, lavorando assieme ad un collega, viene  assediato da un pensiero terribile: "E se perdessi il controllo della mia volontà e lo spingessi giù dalla terrazza?", questa ulteriore intrusione del Disturbo Ossessivo Compulsivo fa sprofondare Andrea nell'angoscia più totale  tanto da prendere la decisione di delegare ad altri colleghi  i lavori ai "piani altri", allo stesso tempo decidere di lavorare in solitudine per prevenire l'angosciosa ossessione di  far precipitare qualcuno  contro la propria volontà.

Andrea inizia anche a testare la propria mente per rassicurarsi di essere sempre presente a se stesso ed evitare di mettere in atto comportamenti violenti contro la propria volontà, una semplice dimenticanza  assume connotati drammatici poiché viene letta come la prova che è sull'orlo della follia, allo stesso modo viene travolto dall'angoscia quando apprende dal telegiornale notizie di persone, apparentemente normali  che, in preda a raptus, si sono macchiati di comportamenti terribili come il suicidio o l'omicidio; queste notizie gli confermano che si può impazzire improvvisamente "Magari anche loro, prima di commettere quelle cose oscene avevano i miei stessi pensieri".

Nelle settimane seguenti l'ossessione di perdere il controllo della propria mente e farsi del male o far del male a qualcuno si acuisce in maniera drammatica, si presentano pensieri ossessivi e impulsi che gli fanno temere di  impazzire e viaggiare contromano,  lanciarsi dall'auto in corsa, buttarsi sotto un treno o spingervi qualcuno, Andrea è ormai convinto di essere al limite delle pazzia e decide di chiedere aiuto ad uno specialista nella speranza di poter guarire.

Alcune cause cognitive dietro la paura di impazzire nel DOC

La paura di impazzire o di perdere il controllo della propria mente molto spesso si associa al Disturbo Ossessivo Compulsivo contribuendo ad alimentare la sofferenza degli individui che presentano il problema, tra le cause principali che nutrono il timore di diventare matti vi è certamente l'eccessiva significatività attribuita ai pensieri. Le persone che manifestano il DOC hanno la tendenza  a dare un eccessiva importanza ai contenuti mentali (impulsi, immagini, pensieri) tanto da credere che pensare qualcosa di negativo, come ad esempio aggredire qualcuno,  possa comportare la messa in atto del comportamento aggressivo macchiandosi, dunque,  di una azione deplorevole che li fa sentire meritevoli di pubblico disprezzo.

Una delle credenze più diffuse e che solamente gli individui che manifestano il DOC  hanno pensieri strani, bizzarri, assurdi, deplorevoli, la recente ricerca  finalizzata a studiare il Disturbo Ossessivo Compulsivo (J. S.Abramowitz)  ha dimostrato l’infondatezza di questa credenza documentando come la stragrande maggioranza delle persone sperimentano, occasionalmente, questo tipo di pensieri senza che, tuttavia, sviluppino il DOC o la paura di impazzire.

Allora perché alcuni individui temono di diventare matti e sviluppano il disturbo e altri no? Una delle risposte a questo interrogativo sta appunto nella eccessiva significatività che gli individui che presentano il Disturbo Ossessivo Compulsivo attribuiscono ai contenuti mentali, per comprendere questo concetto possiamo tornare all’esempio di Matteo  e al significato associato all’ossessione di lanciarsi nel vuoto o nel far precipitare qualcuno che lo fanno sentire sia in procinto di agire il pensiero (fusione pensiero-azione) che di essere diventato pazzo. Dalla eccessiva significatività data ai pensieri deriva la necessità supportata dall’illusione di averne il potere, di sbarazzarsene (tentativi di soppressione) che, inevitabilmente, lungi dal guarire dal disturbo, ne alimentano sia la frequenza che l’intensità creando, quindi, i circoli viziosi che alimentano il DOC.

Disturbo Ossessivo Compulsivo e Schizofrenia differenze principali

Spesso la paura di impazzire è cosi drammatica da far temere all'individuo che manifesta il DOC di poter essere schizofrenico o  di presentare i sintomi di un altro  Disturbo Psicotico o  di un Disturbo Delirante, in realtà esistono notevoli differenze tra il Disturbo Ossessivo Compulsivo e la Schizofrenia (in seduta va fatta una psico-educazione dettagliata in grado di rassicurare il paziente che nutre questo dubbio).
Fondamentalmente, nella Schizofrenia sono presenti Deliri e Dispercezioni  Uditive e/o  Visive ( Allucinazioni) che non sono presenti nel soggetto affetto da DOC, per quanto le ossessioni e le compulsioni  possono apparire inquietanti, strani, bizzarri o perversi il soggetto ha sempre la sensazione che sono pensieri interni prodotti dalla propria mente e non "voci" esterne.

La differenza fondamentale tra il Disturbo Delirante ed il Disturbo Ossessivo Compulsivo consiste nel fatto che nel primo caso il soggetto si costruisce una realtà soggettiva sganciata dalla realtà che risulta assolutamente  inscalfibile anche quando si portano prove evidenti rispetto alla sua falsità come, ad esempio, nel Delirio di Grandezza o nel  Delirio di Persecuzione;  Nel DOC ciò non avviene, l'individuo è consapevole dell'infondatezza e dell'assurdità  delle ossessioni e compulsioni ma, nonostante questa consapevolezza, egli non riesce a fare a meno dei rituali.

La paura di impazzire o di perdere il controllo  nel Disturbo Ossessivo Compulsivo non è solo data dalla bizzarria dei contenuti ossessivi ma anche dalla "valutazione secondaria" ( Mancini, Gragnani 2002) che subentra in seguito alla messa in atto dai rituali compulsivi; ad esempio, una persona con DOC da Contaminazione che, per ridurre il dubbio di essersi contaminata, mette in atto prolungati rituali di decontaminazione (docce prolungate, sterilizzazione dell'ambiente, lavaggio compulsivo delle mani etc.) può valutare questo cerimoniale nel seguente modo "Non posso continuare cosi...Che fine farò?!...Se continuo in questo modo diventerò pazza e perderò la mia famiglia...Devo assolutamente guarire".

Come guarire dalla paura di impazzire e dal DOC

Come abbiamo visto la paura di diventare matto, di perdere il controllo di se stessi e macchiarsi di comportamenti riprovevoli è molto comune negli individui affetti da Disturbo Ossessivo Compulsivo ed anzi, questa paura spesso è all'origine della difficoltà che le persone incontrano  nel chiedere aiuto ad uno specialista esperto nella cura del DOC  proprio per il timore che egli possa diagnosticare  disturbi  quali la
Schizofrenia o il Disturbo Delirante confermando, in questo modo, il sospetto che si è sull'orlo della pazzia.

Negli ultimi 20 anni, la ricerca scientifica ha sviluppato modelli estremamente efficaci per la cura del Disturbo Ossessivo Compulsivo che garantiscono notevoli benefici e, in molti casi, la guarigione completa dal DOC. La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, Classica e/o di Terza Generazione, è ritenuta, assieme alla Terapia Farmacologica,  il trattamento"Evidence Based", ovvero basato su prove scientifiche, più efficace per guarire dalle ossessioni e compulsioni cosi come riportato dall' American Psychiatric Association; questo non vuol dire che altre psicoterapie non sono efficaci ma, semplicemente, che non ci sono sufficienti dati o non sottopongono i  loro "protocolli"  alla validazione scientifica.

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale di Terza Generazione  ha ulteriormente aumentato l'efficacia  delle cure disponibili per guarire dal Disturbo Ossessivo Compulsivo, l'implementazione di protocolli come l'Acceptance and Commitment Therapy o la Mindfulness si sono rivelati particolarmente utili nel riportare i pensieri nella loro vera dimensione (contenuti mentali che transitano né buoni né cattivi) ridimensionando il loro  significato di "fatti e verità"  che cosi spesso troviamo nel DOC e nella paura di impazzire.

Recentemente, il "Modello Integrato" che comporta la combinazione  della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale  e del Trattamento Farmacologico si sta rilevando una strategie vincente per guarire dal Disturbo Ossessivo Compulsivo, questo approccio postula una collaborazione stretta tra  lo Psicoterapeuta ed il Medico Psichiatra che somministra i farmaci ed è particolarmente indicato in quei casi dove la sintomatologia ossessivo compulsiva appare troppo intensa oppure quando il paziente è troppo depresso per poter sostenere la solo Psicoterapia.

Riepilogando

La paura di impazzire o di perdere il controllo è molto comune nei soggetti che presentano il DOC, il timore di diventare matti è dovuto non solo al carattere bizzarro, assurdo, blasfemo o perverso delle ossessioni e compulsioni ma, sopratutto, alla eccessiva significatività attribuita ai pensieri. Abbiamo visto come la stragrande maggioranza degli essere umani sperimentano, occasionalmente, contenuti mentali (pensieri, immagini, impulsi) irrazionali, strani o perversi senza che, tuttavia, sviluppino il Disturbo Ossessivo Compulsivo o il timore di impazzire; questi soggetti attribuiscono ai pensieri il "giusto" significato il che favorisce la transizione dei contenuti mentali.

I soggetti che sviluppano il DOC attribuiscono una grande importanza ai pensieri al punto di ritenere di poterli agire automaticamente macchiandosi, quindi, di comportamenti inaccettabili; l'"illusione" di poter controllare e sbarazzarsi di questi pensieri, "tentativi di soppressione", contribuisce ad alimentare il Disturbo Ossessivo Compulsivo ed il timore di impazzire.  Negli ultimi 20 anni  lo sviluppo di terapie "Evidence  Based"  come la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e la Terapia Farmacologica hanno aumentato notevolmente la possibilità di guarire dal DOC o, quantomento, di ridurre notevolmente la sintomatologia ossessiva compulsiva; la Terapia Combinata sembra essere molto promettente sia nei casi "cronici" che in quelli dove il soggetto appare troppo depresso.
La Riproduzione è Riservata-Dr Gaspare Costa
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